Shaping visions. Qual è la sua visione per il mercato delle ricerche nei prossimi cinque anni?
Nei prossimi cinque anni secondo noi il mercato delle ricerche sarà sempre più guidato da velocità, integrazione e qualità del dato. La raccolta dati non sarà più un processo isolato, ma parte di ecosistemi connessi, dove fonti diverse – survey, dati comportamentali e insight AI – convergono in tempo reale. Il ruolo dei fornitori tecnologici sarà centrale nel garantire strumenti affidabili, scalabili e in grado di automatizzare le attività a basso valore. Allo stesso tempo, crescerà l’esigenza di trasparenza e controllo metodologico: la tecnologia dovrà supportare i ricercatori senza sostituirne il pensiero critico.
Quali innovazioni – tecnologiche, metodologiche o culturali – stanno già ridefinendo il modo di fare ricerca oggi?
L’intelligenza artificiale sta già trasformando profondamente il settore: dalla progettazione dei questionari alla pulizia dei dati, fino all’analisi automatica delle risposte aperte. Parallelamente, vediamo una forte evoluzione nelle modalità di raccolta, con approcci mobile-first, multicanale e sempre più orientati all’esperienza del rispondente. Anche sul piano culturale, cresce l’attenzione alla qualità del dato e alla riduzione dei bias, con strumenti avanzati per il controllo in tempo reale. In questo scenario, diventa fondamentale il ruolo di fornitori tecnologici guidati da professionisti esperti, capaci di accompagnare i ricercatori nell’adozione di soluzioni sempre più evolute, garantendo al tempo stesso solidità metodologica e adattabilità in un contesto in rapido cambiamento