Intervista a Cinzia Paterlini – TP Infinity

Qual è la sua visione per il mercato delle ricerche nei prossimi cinque anni?

L’AI renderà i dati quasi una commodity: il vero valore sarà distinguere il rumore dai segnali che contano. Per questo vinceranno i provider che aiutano le aziende a decidere meglio, prima degli altri, non chi consegna più insight.

La ricerca conterà se saprà fare una cosa decisiva: trasformare complessità, ambiguità e velocità in scelte di business, dando orientamento e capacità di leggere ciò che sta per accadere.

Quali competenze diventeranno fondamentali per continuare a lavorare nel settore delle ricerche nei prossimi anni?

Diventeranno sempre più centrali le competenze ibride: cultura analitica, capacità strategica, sensibilità qualitativa, business thinking, capacità narrativa e padronanza dell’AI. Ma, soprattutto, conterà il “giudizio”: fare le domande giuste, leggere i segnali deboli e dare senso alla complessità.

Se dovesse indicare una domanda che oggi ogni organizzazione dovrebbe porsi per orientare il proprio futuro, quale sarebbe?

Una domanda importante è “Quali decisioni stiamo rimandando? cosa ci serve davvero per prenderle oggi? cosa stiamo dando per scontato?” Spesso il rischio è nelle convinzioni che non mettiamo in discussione e nei rischi che non vediamo arrivare.